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La radio per l’emergenza

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L’utilizzo della radio ricetrasmittente per gestire uomini e mezzi in Protezione Civile ed in genere nelle operazioni di soccorso deve costituire una priorità già dalle prime fasi di organizzazione di un gruppo di volontariato.

Comunicare in modo sicuro incrementa la rapidità degli interventi di mitigazione con un notevole risparmio non solo di tempo ma anche di risorse, umane e materiali.

La scelta di dotare i volontari di ricetrasmittenti individuali e svincolare quindi le comunicazioni dalle normali reti telefoniche e cellulari significa pertanto offrire un soccorso professionale di qualità, immune agli inevitabili collassi o malfunzionamenti cui sono soggette tali reti, in particolare quando l’evento calamitoso si presenti sotto forma di disastri naturali come terremoti, inondazioni, frane, precipitazioni intense.

Le radiocomunicazioni a corto e medio raggio non necessitano di cavidotti o tralicci e gli apparecchi sono oramai tascabili ed alimentati da batterie ricaricabili di ultima generazione. Questa peculiarità li pone al vertice dei sistemi di comunicazione utilizzati nella gestione delle emergenze, sebbene le recenti innovazioni tecnologiche abbiano in una qualche misura stravolto il concetto della semplice radio parla-ascolta.

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L’avvento dell’era digitale e le grandi trasformazioni che il mercato ha imposto ai terminali telefonici (vedi per esempio le reti 4G ed i telefoni satellitari a basso costo) hanno influenzato non poco anche il settore dei ricetrasmettitori con l’introduzione sempre più spinta delle chiamate selettive a scapito delle comunicazioni broadcast (=rivolte a tutti), funzione sicuramente vantaggiosa per la capacità di traffico nello stesso canale o per incrementare la riservatezza di talune conversazioni ma nello stesso tempo svantaggiosa per quei messaggi che potrebbero essere utili se ascoltati dai vari operatori . Da tenere inoltre a debito conto la difficoltà di interconnessione tra reti digitali non compatibili (i protocolli di comunicazione digitale sono più di uno…).

Le reti radio analogiche, sebbene previste in dismissione dal 2023, restano, a parere dello scrivente, la migliore soluzione per garantire una comunicazione radio in emergenza. Si tratta di tecnologie collaudate ed efficienti, con apparecchi economici, facili da usare e da riparare. Basti pensare che gli apparati aeronautici sono analogici con emissione in AM (modulazione di ampiezza) che rispetto all’ FM (modulazione di frequenza) è molto più “datata” tanto che la prima emissione in fonia della storia fu generata proprio in AM oltre un secolo fa.

E’ un sistema semplice ed è risaputo che le cose semplici sono quelle che funzionano meglio !!

Tra le diverse tipologie di apparecchi radio analogici possiamo elencare: i ricetrasmettitori CB (frequenza 27 MHz), le radio PMR43 (frequenza 43 MHz), i radio-giocattoli PMR433 e PMR446 che operano rispettivamente sulle frequenze 433 MHz e 446 MHz.

Sono tutti apparecchi di debole potenza ( 5W per i CB; 3W per i 43 MHz; 10mW per i PMR433 e 0,5W per i PMR446), con sintonia su frequenze collettive di libero accesso e quindi sature di emissioni, decisamente inadatte all’utilizzo in emergenza.

Seguono poi gli apparecchi radio PMR professionali nelle frequenze VHF (150-170 MHz) ed UHF (440-470 MHz).

Questi ultimi sono molto performanti, con potenze di uscita fino a 5W e notevole selettività. Per queste ricetrasmittenti esiste inoltre la possibilità di poter estendere l’area di copertura del segnale con l’ausilio di un ripetitore o ponte radio.

Il loro utilizzo è subordinato alla richiesta di autorizzazione ministeriale. Per le associazioni di protezione civile riconosciute ed in possesso dei requisiti previsti della legge 448/98, è prevista l’esenzione dal pagamento della tassa annuale, altrimenti molto onerosa.

L’autorizzazione, una volta ottenuta, consente di utilizzare una propria frequenza , generalmente libera da disturbi ed interferenze.

Prima di affrontare l’ acquisto di apparati e ripetitori è importante affidarsi al consiglio di un tecnico professionista, possibilmente esperto nell’ambito delle comunicazioni in emergenza e soccorso.

Esso sarà in grado di consigliare il migliore acquisto in funzione delle necessità operative e delle caratteristiche del territorio.

Il professionista dovrebbe anche seguire la parte più “burocratica” per l’approntamento e la presentazione di tutti i documenti necessari alla richiesta di autorizzazione, fornendo all’utente un prodotto chiavi-in-mano, collaudato, pronto all’uso e magari coadiuvato da un apposito corso di formazione per la parte tecnica e procedurale.

 

 

 

© 2015 Diego Cavalli

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