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Temporali e fulmini

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Durante le escursioni ma anche in occasione di attività all’aperto e perché no, quando stiamo operando all’aperto per l’emergenza o il soccorso, occorre sempre fare attenzione alle condizioni meterologiche seguendo i bollettini diramati da giornali, radio, TV ma anche dal Centro di Coordinamento Soccorsi cui fa capo la vostra organizzazione.

In questo breve scritto ci riferiremo alle condizioni meteo avverse ingenerate dai temporali con particolare riferimento al rischio causato dalla caduta dei fulmini o scariche elettrostatiche.

Indubbiamente, nel caso ci trovassimo a fare una bella escursione, lo spettacolo di un temporale con scrosci di pioggia, tuoni e fulmini è senz’altro una meraviglia della natura che ci emoziona.

Sapere  però quando è il caso di godersi lo spettacolo e quando invece preoccuparci di cercare un riparo, può fare la differenza tra il divertimento ed una disgrazia.

 

Ma cosè un fulmine ?
E’ una potente scarica elettrica, assimilabile ad una gigantesca scintilla, che in una frazione di secondo tarsferisce elettricità elettrostatica a centinaia di migliaia di Volt, talvolta fino ad un milione, dalla terra verso nubi o stratificazioni di nubi e viceversa che si sono caricate elettricamente grazie ai moti convettivi (aria calda che sale ed aria fredda che scende).

Avete letto bene: i fulmini, che sembrano cadere dal cielo, hanno in parte origine dalla terra.

Le cariche negative (elettroni) distribuite sulla superficie terrestre, a causa della differenza di potenziale accumulata dalle nubi, si concentrano in determinate superfici od oggetti per poi scoccare verso il cielo incontrando, dopo un millesimo di secondo e parecchie centinaia di metri, le cariche opposte in discesa dalle nubi verso terra. Sono questi i fulmini più distruttivi ed a più alto potenziale.

Un altro tipo di fulmini sono poi quelli che si sviluppano tra nube e nube che presentano cariche di segno opposto, oppure i cosiddetti fulmini globulari, vere e proprie sfere di plasma elettronico ad altissima temperatura attirate verso terra, fenomeno raro ma spettacolare.

Nel momento in cui il fulmine scarica la sua elettricità, attraversa strati d’aria a diversa densità ed umidità (da qui la caratteristica forma a zig-zag) praticamente “friggendo” l’aria stessa con temperature oltre i 1000 gradi. L’aria si espande quindi in modo violento causando il tipico tuono che, se arriva da lontano, può rimbombare con notevole intensità anche per qualche secondo.

Ovviamente un qualsiasi oggetto colpito dal fulmine subisce la stessa sorte con danni causati dalle temperature altissime e con conseguenti deflagrazioni ed incendi.

Essere colpiti da un fulmine è un fenomeno alquanto raro ma che non possiamo assolutamente escludere.

Persone, animali e cose possono indistintamente essere colpite da fulmini, che arrivano senza alcun preavviso e per i quali non esiste possibilità di fuga nei pochissimi millisecondi di durata del fenomeno.

L’importante per noi è quindi la prevenzione e l’attenzione nel cercare di cogliere le situazioni di potenziale pericolo aguzzando occhi ed orecchi.
Come precedentemente detto, è importante una accurata lettura dei bollettini meteo che, a seconda della stagione dei temporali  (alle nostre latitudini va solitamente da Marzo a Novembre) ci può essere d’aiuto per capire se dobbiamo preoccuparci o meno del rischio fulminazione.
Occorre poi raccogliere quante più informazioni possibili relativamente alle caratteristiche generali della zona in cui ci troviamo e, per l’appunto,della stagione.

In montagna, per esempio, i temporali si formano di solito nel pomeriggio.

Possiamo quindi pianificare la nostra escursione di prima mattina con la possibilità di scendere dalla montagna subito dopo pranzo.
Osserviamo l’orizzonte e la formazione delle nuvole. Scrutiamo l’orizzonte ad intervalli di 15-20 minuti ed osserviamo qualsiasi formazione di nuvole con particolare attenzione ai CUMULI E CUMULONEMBI  (vedi foto descrittiva in fondo a questo testo).
Se una di queste formazioni di nuvole appare minacciosa (colore scuro) o vediamo dei lampi, è bene cominicare a pianificare il rientro o una eventuale fuga in direzione di un riparo.

Una curiosità: non esistono nuvole nere o scure. Tutte le nuvole sono indistintamente bianche perchè formate da vapore acqueo condensato.  Il fatto che ci sembrino scure è dovuto alla semplice proiezione della loro ombra rispetto all’illuminazione. Più densa (e quindi più carica di acqua) sarà la nuvola e più scura essa ci apparirà dal momento che la sua densità lascerà passare poca luce. Se avete avuto occasione di volare in aereo al di sopra delle nuvole avrete sicuramente notato come esse risultino assolutamente bianche e ben illuminate dalla luce del sole. Le uniche eccezioni (nuvole giallastre o rossastre) a meno che la colorazione non fosse dovuta alla luce solare dell’alba o del tramonto, sono quelle formazioni di nubi contaminate da sabbia sottile o polveri vulcaniche.

 

 

Le informazioni che abbiamo raccolto con la nostra osservazione è bene vengano condivise con tutti i membri del nostro gruppo affinchè ciascuno sia al corrente della situazione e dell’eventuale piano di rientro.
Ascoltiamo il rumore del tuono. A seconda del vento e della conformazione del terreno, si può correre il rischio di sentire i tuoni quando il temporale è già pericolosamente vicino. E’ buona norma quindi, se si sente un tuono, cercare immediatamente un rifugio ove poter valutare la situazione con calma raccogliendo maggiori informazioni.
La distanza del temporale e quindi dei fulmini, si può stimare con sufficiente aprossimazione.

Quando vediamo il lampo, contiamo i secondi che lo separano dal tuono e li dividiamo per 3.

Otteniamo così la distanza in chilometri rispetto al fulmine.

Una misura molto più accurata si ottiene moltiplicando i secondi di intervallo per il valore di 340 che è la velocità in metri/secondo del suono nell’aria. La distanza sarà quindi calcolata in metri.

Dopo aver effettuato il conteggio per 3-4 lampi e facendo una media delle distanze, possiamo avere un’idea più precisa della distanza tra noi ed il temporale oltre che una discreta misura delll’estensione della cellula temporalesca. Se ripetiamo la misurazione ad intervalli di dieci-quindici minuti, noteremo delle differenze nella distanza in km che sarà minore se il temporale è in avvicinamento e superiore se invece si sta allontanando da noi.

Tipicamente, se il tempo intercorso tra lampo e tuono è inferiore a 30 secondi, dovremmo già

aver trovato rifugio. I fulmini possono infatti colpire fino a 10 km di distanza dal temporale vero e proprio e talvolta anche più lontano. Meno di 30 secondi vuol dire che dobbiamo agire rapidamente.
Restiamo poi dentro al nostro rifugio per almeno 30 minuti dopo aver ascoltato l’ultimo tuono. Questo darà tempo alla tempesta di passare e riduce al minimo le probabilità di essere colpiti da un fulmine quando usciremo all’aperto.

Non esiste tuttavia un luogo che possa mettere completamente al riparo dai fulmini ma esistono dei ripari che riducono drasticamente la possibilità di essere colpiti o sono comunque in grado di attenuare moltissimo gli effetti della scarica e delle relative correnti vaganti ovvero quella percentuale di energia, a tensioni ed amperaggi molto elevati, che si disperde nel terreno fino a  cento metri dal luogo dell’impatto.
Uno dei luoghi più sicuri e senz’altro l’automobile. Essa è una vera e propria “gabbia di Farady” ed è isolata dal terreno grazie agli pneumatici. In caso di fulminazione diretta, le pericolose correnti si disperderanno esternamente su tutta la superficie della carrozzeria lasciando al sicuro chiunque si trovi al suo interno, ovviamente con vetri chiusi e mani lontane dalle parti metalliche di portiere, cruscotto e sedili.

Anche gli edifici in cemento armato sono delle buone “scatole di sicurezza” ma non garantiscono una perfetta dispersione delle correnti sul loro perimetro esterno e si corre comunque il rischio che qualche ferro dell’armatura, particolarmente surriscaldato, possa far scoppiare parti del muro o dell’intonaco.

Una casetta prefabbricata con il tetto in lamiera o un box garage in metallo possono essere dei buoni ripari, ovviamente tenendosi lontani dalle pareti e sempre con le finestre chiuse.

Il fulmine viaggia infatti attraverso l’aria, utilizzata come conduttore, e potrebbe facilmente entrare da una finestra.

Certamente non sono rifugi che si possono trovare durante un’escursione onde per cui ci dovremo accontentare di una grotta o di un anfratto tra le rocce purchè non immersi nell’acqua !

Se la zona fosse scoperta e senza alcuna di queste tipologie di riparo, non ci resta che abbassarci a terra, mettendoci accovacciati sui due piedi e non distesi, con la testa in mezzo alle ginocchia, il più possibile lontano dagli alberi, riparati da un poncho o impermeabile ed attendere che il temporale sia passato.

Questa posizione riduce l’esposizione del corpo all’aria ed al terreno ed incoraggia la corrente elettrica di un eventuale fulmine a scendere lungo la schiena con l’auspicio di limitare i danni agli organi vitali. Il fulmine viaggia infatti attraverso il terreno dal punto di partenza in viticci casuali simili a radici e segue sempre la superficie dei corpi conduttori.

Minore sarà la nostra superficie di contatto, minore sarà la possibilità di ricevere una scarica pericolosa o un’elevata quantità di corrente.
Dovremo poi coprirci le orecchie e chiudere gli occhi per proteggerci dal rumore (pericolo di lesioni gravi al timpano) e dalla luce intensa del lampo.

Le cose da NON FARE:
Non cerchiamo riparo sotto un gazebo o una tenda con il telaio in metallo, sotto un albero (magari l’unico che c’è…!!!!)  o una tettoia con travatura in ferro, fosse anche per mantenere il corpo asciutto.

Sono tutti luoghi in cui i fulmini vengono come “attirati” grazie alla presenza di potenziale negativo distribuito sul metallo o sui tronchi umidi . Meglio sotto la pioggia che di sicuro non vi ucciderà. La regola è meglio vivi e bagnati piuttosto che asciutti ma morti…

Anche l’ombrello, sebbene di plastica o legno (quelli in metallo non li prendiamo nemmeno in considerazione…!!!) una volta umido di pioggia è un ottimo attira-fulmini.

Allontaniamoci poi da strutture elevate e con tetti metallici che possono convogliare a terra eventuali scariche ricevute e spegniamo i dispositivi elettrici ed elettronici come radio, telefoni, torce elettriche. Questi oggetti non attirano direttamente i fulmini ma se la scarica ci cade vicino c’è il rischio che i forti campi elettro-magnetici generati dal fulmine possano incendiare i nostri dispositivi o far scoppiare le batterie con danni gravi per la nostra persona.

Stiamo lontani da corsi d’acqua, in particolare se laghi o mare dal momento che spesso i fulmini scelgono questo elemento per scaricarsi.

Le cose DA FARE:

Oltre che cercare rifugio in auto o in qualche edificio tra quelli che abbiamo elencato, se ci troviamo in montagna cerchiamo innanzi tutto di abbassarci di quota.

Scendendo a valle poniamo una maggiore distanza tra noi ed il temporale. Stiamo però attenti a non finire in un canalone per metterci al riparo dietro a qualche roccia: il canalone esiste perché è stato formato dall’acqua, la stessa che potrebbe scendere improvvisamente dalla montagna e farci annegare !
Indossare un impermeabile che ci copra completamente è cosa ovvia ma se il nostro zaino contiene oggetti in metallo è opportuno lasciarlo a terra lontano da noi.

Se si dispone di una tenda con telaio in metallo possiamo usare uno dei paletti come “attira fulmini” infilandolo nel terreno umido e posizionandolo ad almeno 100 metri da dove ci siamo riparati.

Ci penserà lui ad intercettare eventuali fulmini o correnti di dispersione che così non ci colpiranno.
Può andare bene anche un bastone bagnato, ben infilato nel terreno ed in uno spazio aperto.
Il nostro gruppo di escursionisti o i colleghi di squadra non dovrebbero stare tutti insieme. Ciascuna persona dovrebbe trovare il proprio rifugio ad almeno qualche decina di metri di distanza dagli altri. Questo riduce al minimo la possibilità di incidenti multipli causati da un singolo fulmine.

 

 

 

 

In caso di fulminazione

La fulminazione da scarica atmosferica ha come primo effetto la fibrillazione atriale con blocco dell’attività cardiaca e respiratoria e come effetto secondario gravi ustioni sulle parti che sono a contatto con il violento flusso elettrico.

Immediatamente dopo la caduta di un fulmine nelle nostre vicinanze, dobbiamo immediatamente assicurarci che tutti gli escursionisti o i membri della squadra siano in buone condizioni. Se qualcuno non risponde dobbiamo raggiungere la sua posizione e controllarne le condizioni. Muoviamoci da soli per fare questi controlli. Teniamo il resto della squadra in ordine sparso in quanto il rischio di altre scariche è sempre presente.
Non vi è alcuna corrente residua se una persona è stata colpita da un fulmine. Possiamo tranquillamente toccare qualcuno che è stato colpito facendo però attenzione alle superfici ustionate.
Se ci sono più vittime, dovremo assegnare delle priorità nel soccorso.

Una vittima che non respira deve essere soccorsa per prima. C’è una probabilità relativamente buona di far riprendere la vittima di un fulmine con apposite manovre di rianimazione che non saranno trattate in questa occasione.
Per il primo soccorso a causa di ustioni, controlliamo la superficie del corpo intorno a gioielli e fibbie metalliche ed in particolare in mezzo alle dita di mani e piedi.
La vittima, se cosciente, dovrà essere assistita per lo shock subìto. Cerchiamo di calmarla e di restare vicino per quanto possibile.

 

In un prossimo articolo tratteremo le precauzioni e le azioni da porre in atto per evitare o limitare i danni del fulmine nelle nostre abitazioni o nei luoghi di lavoro.

 

 

Copyright 2013 © Diego Cavalli . Riproduzione vietata.

 

 

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