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Volontariato nel settore Radio-Comunicazioni

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Nel volontariRadiobaseHAMato di Protezione Civile esistono alcune realtà associative che si dedicano in modo professionale ed esclusivo al settore telecomunicazioni.

Possiamo di seguito elencare quelle più rappresentative a livello nazionale:

A.R.I.  Associazione Radioamatori Italiani, C.I.S.A.R. Centro Italiano Sperimentazioni ed Attività Radiantistiche, F.I.R.-CB Federazione Italiana Ricetrasmissioni Citizen’s Band,   R.N.R.E. Raggruppamento Nazionale Radiocomunicazioni Emergenza.

Tutte queste associazioni si occupano, in vari modi ed in esclusiva, di radio-comunicazioni in emergenza ovvero provvedono, in caso di calamità, a garantire le comunicazioni tra le varie componenti della Protezione Civile con sistemi in grado di sostituirsi a quelli eventualmente andati in avaria (telefoni fissi e reti cellulari).

Successivamente al ripristino delle normali reti di comunicazione, queste associazioni mantengono attivo uno o più canali di back-up ovvero di comunicazioni alternative nel caso si dovesse ripresentare un problema di interruzione alle infrastrutture civili.

E’ un settore di intervento molto importante e delicato perché la comunicazione è l’asse portante delle operazioni di soccorso (vedasi a tal proposito il mio precedente articolo sulla Radio in Emergenza).

Occorre tuttavia fare un po’ di chiarezza sulle diverse competenze delle organizzazioni citate perché le loro modalità di intervento differiscono e non poco.

Vediamo innanzi tutto cosa prevede la funzione 7 del Sistema Augustus:

F-7 – TELECOMUNICAZIONI

Questa funzione dovrà, di concerto con il responsabile territoriale delle aziende di

telecomunicazioni, con il responsabile provinciale P.T. con il rappresentante dell’associazione di

radioamatori presente sul territorio, organizzare una rete di telecomunicazione alternativa affidabile anche in caso di evento di notevole gravità.

Il responsabile di questa funzione è normalmente un esperto di telecomunicazioni (*)

Questa importante descrizione, relativa ad una delle funzioni del sistema Augustus che ritroviamo nella composizione dei C.C.S. (Centro Coordinamento Soccorso), dei C.O.M. (Centro Operativo Misto o Multi-forze) ma anche tra le nove funzioni del C.O.C. (Centro Operativo Comunale), non assegna alcuna priorità di intervento a taluna specifica organizzazione riferendosi in modo generico alle “associazioni di radioamatori” . (*) (stiamo parlando di radio-comunicazioni pertanto non prenderemo in considerazione la presenza dei responsabili delle compagnie telefoniche fisse e cellulari che dispongono di proprie squadre di intervento in emergenza)

Siano esse nazionali, regionali, locali, riconosciute o non riconosciute, non fa differenza per il coordinatore o direttore del Centro Operativo. L’importante è che ci sia un’organizzazione che possa garantire per l’affidabilità del servizio e degli operatori, la loro formazione nella gestione delle comunicazioni di emergenza e la possibilità, che solo un’organizzazione stabile può offrire, di un turn-over in grado di assicurare un costante presidio alla stazione radio.

Tutte le Associazioni sopra citate rientrano nel novero di quelle in grado di ricoprire la funzione 7, con qualche piccola differenza solo per la FIR-CB che nella sua struttura FIR-SER comprende un numero di radioamatori con licenza molto limitato rispetto alle altre organizzazioni. La maggior parte dei volontari FIR-SER proviene infatti dal mondo delle trasmissioni in banda cittadina (Citizen’s Band ovvero 27 MHz) e non è in possesso di patente e licenza ministeriale.

Questi volontari sono però molto preparati ed in grado di operare in modo professionale sulle bande di frequenze assegnate alle comunicazioni civili di emergenza. La FIR-SER Inoltre dispone di una capillare presenza sul territorio oltre che di una eccellente mobilità e disponibilità di mezzi.

Volendo passare in rassegna le diverse organizzazioni possiamo affermare che le associazioni FIR-CB. R.N.R.E. e CISAR sono quelle che si occupano prevalentemente di telecomunicazioni di tipo tattico: nelle sotto-maglie radio, nella conduzione delle colonne mobili regionali e nazionali, nelle comunicazioni tra la costellazione di strutture create per gestire l’emergenza (campi sfollati, mense, parchi macchine, depositi logistici) e nelle postazioni di monitoraggio presso argini, ponti, frane in movimento oltre che appresso alle squadre di soccorso o di ricerca per i collegamenti tra queste ed il centro di comando.

Tutto questo grazie alla notevole disponibilità di uomini molto ben addestrati ed equipaggiati, mezzi e apparecchiature radio ma soprattutto per costituzione, dal momento che queste associazioni, in particolare FIR-SER e R.N.R.E. si occupano di Radiocomunicazioni in Emergenza per vocazione e statuto.

Ovviamente, in quei luoghi ove non fosse presente una qualsiasi altra organizzazione di Radioamatori, essi sarebbero comunque di diritto interpellati per ricoprire la Funzione 7 anche per le funzioni strategiche (**).

Per quradioamatorianto invece concerne l’A.R.I. occorre fare una dovuta precisazione.

La struttura ARI-RE, che si occupa di Radio Emergenza, assume un ruolo più strategico (**) occupandosi di quelle che sono le comunicazioni di tipo “istituzionale”, quelle che consentono il collegamento radio in emergenza tra il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e le varie Di.Coma.C. (Direzione COMAndo e Controllo), tra il Ministero degli Interni e le Prefetture, tra queste ultime ed i vari COM , COC, COI (Centro Operativo Intercomunale).

Ne scaturisce che il volontario ARI-RE non può e non deve essere adibito ad altri ruoli che non siano quelli previsti dal suo ordinamento ovvero dallo stesso statuto ARI-RE, tantomeno può essere impiegato per scopi tattici come purtroppo spesso accade a causa della insufficiente preparazione sul piano tecnico-normativo di alcuni coordinatori e, in taluni casi, per un “eccesso” di buona volontà !

Da ricordare inoltre che il radioamatore ARI-RE non è autorizzato ad operare su frequenze che non siano quelle riservate al Servizio di Radioamatore in quanto la struttura ARI-RE non dispone di frequenze civili proprie.

Va da se che qualsiasi radioamatore, socio ARI o non socio, è comunque chiamato (Decreto Togni del 1974 e più recente DLgs 259/03) a dare il suo contributo per gestire radiocomunicazioni alternative di emergenza ma è opportuno collegare questa “disponibilità”, che può anche non essere su base volontaria stante l’esistenza della possibilità di precettazione, a quanto invece prescrivono le successive leggi sul volontariato di Protezione Civile, i vari decreti sulla sicurezza, primo fra tutti il decreto 81/2008 sul quale non ci soffermeremo.

Ma cortx-baseme ci si regola nel momento in cui dei Radioamatori sono presenti come operatori radio in seno ad altre organizzazioni di Protezione Civile che non sono specializzate nelle radiocomunicazioni ?

Il loro ruolo rimane PREVALENTEMENTE tattico ovvero a servizio ESCLUSIVO delle proprie maglie-radio o come operatori esperti presso le loro stazioni radio capo-maglia, allestite presso i Centri di Comando e Controllo. Essi operano pertanto su frequenze dedicate ed autorizzate alla loro associazione di Protezione Civile, senza alcuna ingerenza o sovrapposizione ad altre reti.

Solo nel caso di assenza di qualsiasi associazione di radioamatori sul territorio essi possono essere precettati , proprio perché Radioamatori, per la gestione dei collegamenti STRATEGICI o per collaborare a quelli tattici anche se non afferenti la propria struttura, con la dovuta precisazione che la priorità dovrà essere data ai collegamenti strategici in quanto condotti in modo esclusivo nelle frequenze riservate al Servizio di Radioamatore e pertanto non delegabili ad un qualsiasi operatore radio non-radioamatore.

La disciplina di impiego prescinderà SEMPRE e COMUNQUE dalle esigenze tipiche dell’evento, di volta in volta valutate dall’autorità coordinatrice dei soccorsi che si occupa della risorsa umana e dell’organizzazione del centro di comando.

Una nota a conclusione: i radioamatori o comunque coloro che si occupano di radiocomunicazioni in modo professionale, non sono necessariamente elettricisti o radiotecnici e solo pochi di loro possiedono titoli abilitativi la cui validità rimane tuttavia relegata alla vita professionale di ciascuno. Questo per ribadire che il loro impiego non può essere legittimato per altre attività che rientrino nelle competenze specifiche di funzioni all’uopo istituite (per es. la Funzione 8 ).

 

 

 

Autore: Diego Cavalli © 2015

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