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Corso Operatore Radio in Emergenza

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Corsi Operatore Radio in Emergenza riservati ai volontari di Protezione Civile.

I corsi sono strutturati in due moduli, teorico e pratico,  di circa 2-3 ore per modulo e sono attualmente organizzati presso le sedi delle Associazioni richiedenti.

Il corso è supportato da materiale audio-visivo ed include un quiz-test a risposta multipla finale di verifica.

Al termine del corso viene rilasciato un attestato nominativo di partecipazione .

E’ possibile richiedere ulteriori informazioni ai nostri contatti:  info@diegocavalli.it    tel. 0424-502018

 

Persone Scomparse: arriva la Legge 14 Novembre 2012

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 Legge 14 novembre 2012 , n. 203

Disposizioni per la ricerca delle persone scomparse – Entrata in vigore: 29.11.2012

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 333 del codice di procedura penale, nonché gli obblighi previsti dalla vigente normativa, chiunque viene a conoscenza dell’allontanamento di una persona dalla propria abitazione o dal luogo di temporanea dimora e, per le circostanze in cui è avvenuto il fatto, ritiene che dalla scomparsa possa derivare un pericolo per la vita o per l’incolumità personale della stessa, può denunciare il fatto alle forze di polizia o alla polizia locale.
2. Quando la denuncia di cui al comma 1 è raccolta dalla polizia locale, questa la trasmette immediatamente al più prossimo tra i presidi territoriali delle forze di polizia, anche ai fini dell’avvio dell’attività di ricerca di cui al comma 4, nonché per il contestuale inserimento nel Centro elaborazione dati di cui all’articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121 e successive modificazioni
3. Copia della denuncia è immediatamente rilasciata ai presentatori.
4. Ferme restando le competenze dell’autorità giudiziaria, l’ufficio di polizia che ha ricevuto la denuncia promuove l’immediato avvio delle ricerche e ne dà contestuale comunicazione al prefetto per il tempestivo e diretto coinvolgimento del commissario straordinario per le persone scomparse nominato ai sensi dell’articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e per le iniziative di competenza, da intraprendere anche con il concorso degli enti locali, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del sistema di protezione civile, delle associazioni del volontariato sociale e di altri enti, anche privati, attivi nel territorio. Nell’ambito delle iniziative di propria competenza il prefetto valuta, altresì, sentiti l’autorità giudiziaria e i familiari della persona scomparsa, l’eventuale coinvolgimento degli organi di informazione, comprese le strutture specializzate, televisive e radiofoniche, che hanno una consolidata esperienza nella ricerca di informazioni sulle persone scomparse.
5. Qualora vengano meno le condizioni che hanno determinato la denuncia ai sensi del comma 1, il denunciante, venutone a conoscenza, ne dà immediata comunicazione alle forze di polizia.
6. Gli adempimenti dei pubblici uffici di cui al presente articolo sono realizzati secondo le norme già vigenti in materia, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
7. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addì 14 novembre 2012

NAPOLITANO

Monti, Presidente del Consiglio dei  Ministri

Visto, il Guardasigilli: Severino

 

—————-:———————-:——————COMMENTO by Diego Cavalli————–:——————————:————————–
E’ una buona legge, attesa da molti operatori del settore Protezione Civile, in particolare per gli addetti alla ricerca delle persone scomparse.

A mio modesto parere…c’è però un problema che potrebbe riservare alcune sorprese per le attività dei volontari.

All’art. 6 (testo evidenziato) si precisa che, a fronte della legge, non ci saranno nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Questo enunciato è però in contrasto a quanto prescritto dall’art. 9 comma 1 DPR 194/2001 in meirto ai rimborsi spettanti a volontari che vengano attivati dal Sindaco, dal Prefetto o dagli enti di Protezione Civile (Regione e Province). Il Commissario Straodinario per le persone scomparse altri non è che il Prefetto, ex legge 23 agosto 1988 nr. 400.

Pertanto, dal momento che l’art. 4 recita “…il tempestivo e diretto coinvolgimento del commissario straordinario per le persone scomparse…(omissis)… per le iniziative di competenza, da intraprendere anche con il concorso degli enti locali, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del sistema di protezione civile, delle associazioni del volontariato sociale…(omissis)   a questi volontari deve essere garantito il rimborso delle spese sostenute oltre che tutti i benefici previsti dal DPR 194/01:  tutela del posto di lavoro, contributi previdenziali ecc…che sono comunque dei costi per lo Stato.

Come si può quindi parlare di assenza di nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica?

E’ vero che il DPR 194/01, all’art. 9 comma 1 mette alcuni paletti sui rimborsi spettanti, appellandosi alle disponibilità del bilancio dello Stato ma, nell’impossibilità di aver contezza di queste risorse, come deve comportarsi il volontario al di là dell’abnegazione che lo contraddistingue ?

C’è da augurarsi che l’assenza di copertura finanziaria non susciti nocive perplessità e tentennamenti sull’utilizzo dei volontari di protezione civile, risorsa che ritengo indispensabile per questo genere di soccorsi (si pensi alle unità cinofile, giusto per fare un esempio).

Sarebbe poi interessante conoscere anche il punto di vista delle autorità preposte, Prefettura in primis, per capire quali siano i limiti di impiego e se fosse caso mai necessario prevedere, statistiche degli interventi alla mano, un apposito capitolo di bilancio che supporti questo genere di attività, a mio parere tra le più peculiari, utili e di maggior rilevanza morale nei confronti dei cittadini che si sentono indubbiamente ancora più tutelati.

Questa legge sulle persone scomparse è comunque qualcosa di nuovo che aumenta in modo considerevole la tempestività di intervento e che consentirà il salvataggio di molte vite. Sebbene di recente istituzione, ha già dato buoni frutti in parecchie occasioni, non ultima la ricerca e relativo ritrovamento in vita, dopo 5 giorni, di una donna della provincia di Vicenza che si era allontanata spontaneamente da casa a causa di problemi psico-fisici.

 

 

Divise Protezione Civile: note aggiuntive

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Abbiamo parlato di caratteristiche delle uniformi utilizzate dalla Protezione Civile.

In seno a questo grande “sistema” operano importanti organizzazioni a livello nazionale come l’ Associazione Nazionale Carabinieri, il Soccorso Alpino, l’Ass.Guide e Scout Cattolici, la Croce Rossa e le varie associazioni che si occupano di soccorso sanitario che sono munite di una propria divisa con specifici colori che le rendono subito riconoscibili.

Le livree di alcune di queste particolari divise NON sono dei  Dispositivi di Protezione Individuale dato che al massimo rispondo ai requisiti previsiti per i cosiddetti rischi minimi dettati dalla norma CE EN 340.

Sono stati usati il colore rosso in accoppiata con il blu navy o il nero oppure il grigio con l’azzurro o con il verde aggiungendo in alcuni casi qualche inserto rifrangente, interessante forse a livello estetico ma perfettamente inutile a garantire una protezione sufficiente all’operatore in merito alla sua visibilità.

NON ESSENDO QUESTE  DIVISE CONFORMI ALLA NORMATIVA EUROPEA SULL’ALTA VISIBILITA’ -CE EN 471:04 / 471:08-   CLASSE II , DPI SECONDA CATEGORIA, COME DA D.Lgs 475 DEL  4-12-1992,  E’ OBBLIGATORIO, OVE SIA NECESSARIO IL D.P.I. AD ALTA VISIBILITA’, L’UTILIZZO DEL GIACCHINO / GILET IN COLORE FLUO (giallo/bianco/arancione) CON INSERTI RIFRANGENTI o BANDE RIFLETTENTI MICROPRISMATICHE O MICROSFERICHE DI TONALITA’ CHIARA (BIANCHE O GRIGIE).

Pertanto, qualora questi volontari si trovassero ad operare lungo una strada, in prossimità o all’interno di un cantiere ove circolano veicoli e macchine operatrici (fosse anche un’area di parcheggio) o comunque in ambiente ove la scarsa visibilità o le caratteristiche ambientali non consentono l’individuazione dell’operatore, è opportuno che indossino un gilet ad alta visibilità che sia certificato conformemente alla norma CE EN 471.

 

 

 

 

Bloccati dalla Neve

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Bloccati dalla neve !

Rimanere bloccati nella nostra automobile a causa della neve, per una bufera o una valanga, non è certo una bella esperienza e, sebbene questa eventualità non sia tipica delle nostre latitudini, è bene non farsi trovare impreparati.

Qualche anno fa, durante una forte nevicata che interessò l’Appennino tosco-emiliano, l’autostrada A-1 rimase bloccata per parecchie ore nel tratto montano e numerose squadre di soccorso dovettero lavorare per tutta la notte per portare soccorso a centinaia di persone rimaste nelle loro auto e camions.

Eccovi alcuni utili suggerimenti nel caso doveste trovarvi, vostro malgrado, a vivere una simile situazione.

Abbiamo parlato di autostrada: se vi trovate a percorrerne una, il consiglio, prima che la neve vi blocchi, è di uscire al primo svincolo. Sulla viabilità ordinaria avrete molte più probabilità di essere soccorsi e di poter trovare aiuto e/o riparo presso qualche abitazione.

Una volta fermata l’auto, accendete le luci di emergenza e appendete una bandiera di soccorso (un foulard, una sciarpa o un sacchetto di plastica colorato) all’antenna della radio oppure agganciatelo al finestrino.
Rimanete nel vostro veicolo dove i soccorritori hanno più probabilità di trovarvi. Evitate di incamminarvi a piedi a meno che non siate sicuri di poter agevolmente raggiungere un vicino edificio dove trovare rifugio. Attenzione: le distanze sono distorte quando soffia la bufera ! Un edificio che può sembrare vicino è sempre troppo lontano a piedi, nella neve soffice e profonda nella quale camminate senza idonee calzature.
A bordo del vostro veicolo fate funzionare il motore ed il riscaldamento per circa 10 minuti ogni ora per mantenervi al caldo. Quando il motore è in funzione, nel caso l’auto fosse circondata da un notevole strato di neve o ne fosse quasi ricoperta, aprite un finestrino dal lato sottovento per consentitre la ventilazione dell’abitacolo. I fumi dello scarico potrebbero infatti entrare nell’abitacolo attraverso le bocchette dell’aria o dal vano bagagli. In questo modo vi proteggerete dal pericolo di avvelenamento da monossido di carbonio. Il funzionamento ciclico del motore impedirà inoltre che la neve vada ad intasare lo scarico rendendo difficile il funzionamento.
Mantenetevi in esercizio per conservare il calore del corpo, ma evitate sforzi eccessivi. In condizioni di freddo estremo, se siete sprovvisti di abbigliamento pesante,  potete usare carte stradali, giornali, coprisedili oppure i tappetini  dell’auto per l’isolamento termico. Tenete il vostro corpo a contatto con gli altri passeggeri ed usate il cappotto come coperta.
La stanchezza e la tensione sono fattori di stress e potreste facilmente addormentarvi. In questo caso, se siete ovviamente in compagnia, cercate di dormire a turno. Una persona dovrebbe rimanere sveglia per segnalare la presenza alle squadre di soccorso, magari utilizzando il clackson o le luci.
Se a bordo avete del cibo mangiate regolarmente, razionando le quantità, e bevete liquidi  per evitare la disidratazione evitando la caffeina e l’alcool. La neve sciolta non è una buona bevanda: essa è priva di sali minerali ed il suo consumo aumenta la diuresi, favorisce la demineralizzazione con scompensi elettrolitici anche gravi, e non risolve la disidratazione. Se non si possiede altra fonte di liquido può tuttavia essere utilizzata in piccolissime quantità che potete utilizzare per allungare una bibita della quale disponete. Se siete vittime di una slavina e nella neve che vi circonda intravedete delle piccole pietre portate a valle dalla massa nevosa, prendetene qualcuna da “succhiare” per integrare, seppure in modo blando, la scarsa mineralità della neve sciolta.
Fate attenzione a non sprecare la carica della batteria. Limitate al massimo i consumi elettrici riducendo l’uso delle luci e della radio. Questo vi permetterà di accendere la luce all’interno di notte e rendere più facile la vostra individuazione da parte delle squadre di ricerca.
In caso di tormenta o valanga che dovesse colpirvi in una zona remota,  cercate di uscire e di portarvi nella sommità della massa nevosa, su di un prato o un pendio over poter scrivere, con lettere in stampatello di grandi dimensioni, la scritta AIUTO o SOS  marcandone il profilo con pietre o rami degli alberi per attirare l’attenzione del personale di soccorso che stesse operando da un mezzo aereo.
In caso di bufera, abbandonate il vostro veicolo solo dopo l’esaurimento dei fenomeni.

 

Diego Cavalli  © 2013

Riproduzione Vietata

 

Uniformi Protezione Civile: quale normativa in Veneto?

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A fronte delle numerose richieste di delucidazioni pervenute da Clienti e Volontari in merito alle disposizioni normative inerenti la confezione ed il colore dei capi di abbigliamento destinati alla Protezione Civile della nostra regione e per fare una volta per tutte un po’ di chiarezza sulle “ incontrollate e serpeggianti voci che paventano un avvenuto cambio di colori “ deciso, sempre a detta di quste fantomatiche voci, a livello istituzionale, siamo ad esporre quanto l’ATTUALE e quindi VIGENTE legislazione prescrive su questo tema.

Tutto il resto può solo essere definito il frutto di una disinformazione voluta e spesso perpetrata da aziende “poco serie” del settore ai danni dei Volontari e dei loro responsabili i quali, presi da incombenze ben più onerose della conoscenza del diritto, desiderano fidarsi dei loro fornitori salvo poi ritrovarsi con le casse vuote ed in possesso di DPI non utilizzabili.

La nostra “mission” è anche  quella di informare perché siamo convinti che un Cliente ben informato è sempre sinonimo di Cliente attento e quindi soddisfatto nelle sue scelte e la cosa… non può che farci piacere !

A livello nazionale, le competenze in materia di Protezione Civile sono disciplinate dalll’ art. 108 comma 1, lettera A, punto 7 del DLgs 112/98 che conferisce alle regioni gli interventi per l’organizzazione e l’utilizzo del volontariato in Protezione Civile.

Proprio in virtù di questa delega , recepita con L.R. 11/2001,anche la Regione Veneto, alla pari di altre regioni, si è espressa relativamente ai colori ed alle caratteristiche delle uniformi per i volontari con la D.G.R. 2292 del 17 Agosto 2002 della quale riportiamo alcuni stralci relativi al disciplinare di produzione per l’uniforme divisibile (giubbino + pantalone) e nei quali abbiamo evidenziato quei passi relativi alla disposizione dei colori.

GIUBBINO:

“Costituisce il capo-base, assieme al pantalone, per l’utilizzo generale in attività di Protezione Civile”
”Il giubbino, bicolore, è dotato di quattro tasche, due sul petto e due in vita….”
”Chiusura centrale con cerniera pressofusa da almeno 6 mm protetta da finta interna.”
“Fondo chiuso da clastico con altezza di circa 30/40 mm”
”Spalline prensili di sicurezza di colore blu con larghezza di almeno 70mm, dotate di banda rifrangente longitudinale con altezza di 25/30 mm., atte a rendere visibile l’utilizzatore, di notte, anche dall’alto.”
”Sulla manica destra troverà posto, nella parte superiore, lo stemma dell’Ente ovvero dell’ organizzazione di Volontariato.”
”Portapenne a due/tre posti stilla manica sinistra. Sulla parte superiore della manica troverà posto lo scudetto con bandiera nazionale sormontato dalla scritta “ITALIA”.”
”Velcro porta stemma regionale di Protezione Civile sul petto sinistro.”
”Velcro porta etichetta mansione sopra la pattina.”
”Maniche staccabili con cerniera a spirale da almeno 5/6 mm…”
”Chiusura manica regolabile con alamaro e velcro.”
”Cuciture particolarmente robuste realizzate con macchina a due aghi.”
”Il giubbino dovrà essere realizzato in tessuto certificato CE EN 471, (omologato in classe 2, nella versione con maniche).”
Colore giallo alta visibilità nella parte superiore del torace e delle maniche, colore blu nella parte inferiore del giubbino e delle maniche.”
”Fasce rifrangenti di colore grigio argento (h 50 mm.), posizionate su braccia e torace, sia sulla mezzeria, sia sul fondo.”
”Sotto il giubbino può essere indossato un capo leggero, tipo polo o camicia di colore uniforme, blu o azzurro.”

PANTALONE:

“ II pantalone è dotato di cinque tasche. Due tasche interne diagonali, tasca posteriore destra chiusa da cerniera a spirale da 5/6 mm e coperta da filetto …”
”Rinforzi di doppio tessuto sul cavallo e sul posteriore del pantalone. Rinforzi di doppio tessuto e imbottitura trapuntata sulle ginocchia.”
”Fondo gamba regolabile con fettuccia interna.”
”Passanti robusti e di grandi dimensioni, per l’alloggiamento di cinturone portautensili.”
”Cuciture particolarmente robuste realizzate con macchina a due aghi. Il pantalone dovrà essere certificato CE EN 471, classe 2, nella versione gialla e blu. Le fasce rifrangenti saranno di colore grigio – argento e saranno posizionate sotto il ginocchio e alla caviglia.”
”I pantaloni saranno realizzati in due tipologie che si distingueranno tra loro essenzialmente per il colore.
TIPO A) Pantaloni destinati al personale di organizzazioni di Volontariato e Gruppi Comunali/Intercomunali di Volontariato; saranno realizzati in colore giallo nella parte superiore della gamba e blu in quella inferiore.
TIPO B) Pantaloni destinati al personale di Regioni, Province ed Enti Locali in genere; saranno realizzati interamente in colore blu.
Per ambedue le tipologie di pantalone è prevista l’utilizzazione di cintura/portattrezzi di colore blu, con altezza di almeno 40/50 mm e fibbia cromata. Sulla fibbia sarà apposto lo stemma circolare di protezione Civile con diametro di 35 mm.”

DATI TECNICI DEL GIUBBINO E DEL PANTALONE

TESSUTO GIALLO:
colore giallo fluo (certificato (CE EN 471);
50% cotone;
50% poliestere alta tenacità;
100% cotone sulla pelle.

ORDITO:
100% poliestere

TRAMA:
100% cotone

GRAMMATURA:
270 gr/mq circa

TESSUTO BLU:
colore blu marino scuro. Tessuto poliestere (65%) – cotone (35%).
Alta tenacità colore blu

GRAMMATURA:
240 gr/mq circa

TAGLIE:
XS – S – M – L – XL – XXL – XXXL – XXXXL

Resistenza ad almeno 50 cicli di lavaggio a 60°.
E’ consentito l’utilizzo di tessuti aventi caratteristiche tecnologiche superiori.

RIFRANGENTI:
COLORE: grigio argento;
ALTEZZA BANDA: circa 50 mm sul giubbino,65 mm sul pantalone;
TECNOLOGIA: microprismatica infrangibile e resistente all’abrasione. Resistente ad al­meno 50 cicli di lavaggio in acqua a 60°;
LUMINOSITA': minima 600M/CD/LUX/MQ;
CERTIFICAZIONE:CE EN 471.

STEMMI:
STEMMI CIRCOLARI: diametro 65/70 mm;
STEMMA A SCUDETTO

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Il Rischio black-out

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Black-out elettrico

 

Il  fenomeno del black-out ovvero l’interruzione di tutte le forniture elettriche su linea, è un evento che per il nostro paese, se considerato su scala nazionale, può definirsi assai remoto.

L’ultimo, ed a quanto pare l’unico black-out che ha colpito l’Italia, risale all’anno 2003 ed è stato un evento che ha interessato tutta la nazione ad eccezione della Sardegna ed alcune isole minori che autoproducono l’energia elettrica. (maggiori informazioni su questo evento sono reperibili sul web).

Un evento di black-out è ovviamente imprevedibile e difficilmente ci si può organizzare anzitempo. Tuttavia, piccoli black out, limitati a singole città o quartieri e determinati da interventi di manutenzione programmata da parte degli operatori elettrici, possono creare alcune difficoltà alla nostra vita quotidiana.

Le note che seguono ci aiuteranno a “sopportare” meglio gli inevitabili disagi causati da un black-out nelle diverse tipologie in cui si manifesta ovvero dalla breve interruzione di qualche ora fino all’evento più importante ed imprevedibile che si estende oltre le 24 ore.

Non sempre il “sovraccarico” è un fattore determinante in un black-out: ci possono essere cause o concause di natura tecnica (guasti alle dorsali nazionali) o addirittura eventi catastrofici come terremoti o movimenti franosi importanti che tuttavia incidono sempre sulle infrastrutture di grande distribuzione (elettrodotti ad alta tensione).

Un evento più temibile alle alte latitudini, ma potrebbe esserlo anche qui da noi, è la cosiddetta tempesta magnetica ovvero “bolle” di plasma solare sparate dal Sole con particolare intensità elettromagnetica e quindi capaci di oltrepassare il naturale schermo magnetico del nostro pianeta per arrivare con discreta potenza fino alla superficie.

I danni causati da questo “vento solare”, visibile nel ben noto fenomeno delle aurore, possono risultare deleteri per tutti quei dispositivi basati sul funzionamento elettrico, in particolare se esposti come cavi elettrici ed antenne.

Un black-out di questo tipo, prevedibile solo con una decina di minuti di anticipo, non può essere risolto semplicemente schiacciando dei bottoni nelle centrali di controllo. I danni risultano spesso molto gravi e necessitano di lunghe e costose riparazioni con personale specializzato e sicuramente non coordinato dal momento che tutte le comunicazioni, sia via radio che via filo, risulterebbero compromesse.

Uno scenario davvero apocalittico se pensiamo che per prima cosa andrebbero in tilt gran parte dei sistemi satellitari con la sola eccezione di quelli posti sul lato oscurato del nostro pianeta al momento dell’impatto e quindi parzialmente “sotto-vento”.
Preparazione ad un black-out annunciato.             

 

Come prima cosa è sempre utile cercare di riunire la famiglia o i nostri conviventi per organizzarsi e quindi operare con azioni comuni e condivise.

Se i suggerimenti qui proposti sono adottati da una sola persona, il comportamento degli altri potrebbe annullarne ogni efficacia. La prima regola è quindi COMUNICARE.
Prendiamo in esame un black-out di breve durata che sappiamo si risolverà in poche ore.  Il fattore cibo, pur non essendo di vitale importanza per un lasco di tempo così breve, deve essere tenuto in considerazione se in casa abbiamo bambini piccoli o persone ammalate.

Riempiamo dei contenitori di plastica con acqua e mettiamola in frigorifero e freezer, se c’è spazio. Lasciare circa un centimetro di spazio all’interno di ciascuno di essi, perché l’acqua si espande quando si congela. Quest’ acqua refrigerata o congelata contribuirà a mantenere freddo il cibo durante un’interruzione di corrente temporanea. In questo modo sottraiamo spazio all’aria (che potrebbe scaldarsi più rapidamente) sostituendolo con l’ acqua o con il ghiaccio che aiuta a mantenere il freddo per diverse ore anche a frigorifero spento.
Consapevoli che la maggior parte dei farmaci richiedono refrigerazione, possiamo conservarli nel frigorifero ben chiuso per diverse ore senza problema. In caso di dubbio sulla loro conservazione, consultiamo il medico o il farmacista.

Se qualcuno dei nostri famgliari utilizza respiratori/inalatori elettrici o altri macchinari medicali che funzionano con l’elettricità, sarà opportuno prevedere l’uso di un generatore o pianificare lo spostamento del malato al più vicino ospedale.
Per la nostra mobilità assicuriamoci di avere almeno mezzo pieno di carburante nell’auto perché le stazioni di servizio utilizzano l’energia elettrica per alimentare gli erogatori e non sarà quindi possibile rifornirsi.
Verifichiamo dove sia posizionata la leva di sblocco manuale della serratura elettrica del garage così da poterlo aprire per ogni necessità. Le porte da garage possono essere davvero pesanti pertanto sarà opportuna la presenza di almeno due persone per sollevarle.
Teniamo la chiave di casa con noi se si utilizzano regolarmente degli apri-porta elettrici o dei telecomandi per non rischiare di…restare fuori !

Fino a che non sarà stata regolarmente ripristinata la fornitura elettrica teniamoci lontani da ascensori e/o montacarichi nei quali potremmo restare intrappolati per ore.

 

            Come comportarsi durante un black-out

Adottando i suggerimenti di cui sopra possiamo in un certo moto stare più tranquilli.

Se però il black-out fosse improvviso (succede nella maggioranza dei casi) saranno necessari ulteriori accorgimenti per il contenimento del disagio e per la nostra sicurezza.

Utilizziamo solo torce a batteria per l’illuminazione di emergenza. MAI usare candele o apparecchi a fiamma libera durante un black-out. Un incendio in casa sarebbe ingestibile considerando che la mancanza di corrente ha sicuramente messo fuori uso il sistema di allarme automatico ed i soccorsi potrebbero ritardare proprio perché c’è già un’emergenza in corso.
Teniamo le porte del frigorifero e del congelatore ben chiuse per mantenere il cibo più fresco possibile. Se si deve mangiare cibo che è stato refrigerato o congelato, verifichiamo attentamente se presenta segnali di deterioramento. Nel dubbio, meglio non consumarlo o, come per l’incendio, si rischia di aggiungere una nuova emergenza all’emergenza.

E’ buona norma spegnere o scollegare gli apparecchi  elettrici ed elettronici che erano in uso quando la corrente se n’è andata. E’ possibile che siano tentati dei ripristini di tensione da parte delle compagnie elettriche e questo può causare il verificarsi di “picchi di tensione” che possono danneggiare i computers così come i motori degli elettrodomestici, radio e televisori.
Se disponiamo di un generatore a scoppio ricordiamoci di non accenderlo mai all’interno della casa o in garage.
Il generatore non deve mai essere collegato al sistema elettrico della casa. Se si utilizza un generatore, colleghiamo l’apparecchio che si desidera far funzionare, direttamente alle uscite del generatore.
Durante l’evento è bene tenersi aggiornati sull’evolversi della situazione ascoltando la radio  o un televisore a batteria. Alcune informazioni ci potrebbero essere utili per capire cos’è accaduto e poter valutare così i tempi di ripristino.
Lasciamo sempre collegata e con interruttore acceso una piccola lampada o un punto luce in modo da capire se il black-out è stato risolto.
Utilizziamo, solo se necessario e solo per le  emergenze, un telefono normale a filo piuttosto che il cellulare. Le reti cellulari sono alimentate dalla rete elettrica e, sebbene munite di generatori che entrano in funzione in modo automatico, esse dispongono di autonomia limitata e potrebbero non funzionare. Da considerare inoltre la congestione della rete causata dalle numerose chiamate di soccorso e per la gestione delle squadre di intervento. Cerchiamo, nel limite del possibile, di non aggiungere ulteriore saturazione.
Non chiamare il numero delle emergenze per informazioni. Possiamo ricavarle ascoltando i notiziari. Se non disponiamo di una radio a batterie possiamo sempre utilizzare l’autoradio.
Prendiamo provvedimenti per rimanere al fresco se fa caldo ed al caldo se siamo nella stagione fredda. Se fa caldo, possiamo trascorrere il nostro tempo al livello più basso della  casa, in cantina o nel seminterrato. Indossiamo dell’abbigliamento leggero e indumenti di colore chiaro. Cerchiamo comunque di restare idratati e quindi di bere molta acqua, anche se non si ha sete.
Indossiamo invece strati di indumenti caldi se il clima è particolarmente freddo. I sistemi di riscaldamento necessitano di corrente elettrica per funzionare pertanto la casa si raffredderà più o meno velocemente. Se possediamo una bella stufa a legna di tipo tradizionale avremo un problema in meno ma dobbiamo assicurarci di avere sufficiente scorta di combustibile. Non bisogna MAI bruciare legna o carbone per il riscaldamento o la cottura all’interno della casa utilizzando un braciere. E’ un sistema molto pericoloso, non solo per il rischio di incendio ma anche per le esalazioni di monossido di carbonio, un gas letale inodore ed incolore.
Non dimentichiamoci dei nostri piccoli amici animali, in particolare dei pesci nell’acquario che hanno bisogno dell’ossigenatore per poter vivere. In questo caso è utile spostarli in un recipiente dove sia più agevole il ricambio manuale dell’acqua.
Durante un black-out è importante limitare gli spostamenti inutili, soprattutto in auto. I segnali stradali luminosi smetteranno di funzionare e questo comporterà una forte congestione del traffico.
Ricordiamoci che apparecchiature come sportelli automatici (BANCOMAT), ascensori, montacarichi, montascale non possono funzionare durante un’interruzione di corrente.

Se il black-out dovesse coglierci in un ascensore è bene mantenere la calma ed evitare di forzare le porte. Il sistema automatico (meccanico) di arresto garantirà la sicurezza del dispositivo ed il suo bloccaggio. Non ci si deve preoccupare per la riserva d’aria: gli ascensori non sono camere stagne pressurizzate! Purtroppo non ci sono soluzioni immediate, nemmeno al problema del caldo che, in particolare se in ascensore non siamo soli, diventerà presto intollerabile. Ci si può spogliare ed accomodare a terra: il pavimento solitamente è più fresco. A questo punto non ci resta che aspettare i soccorritori i quali, agendo manualmente sulla trazione, riporteranno l’ascensore al piano e consentiranno l’apertura delle porte. Cerchiamo piuttosto di rimanere in silenzio per captare l’eventuale presenza di persone all’esterno che ci possano aiutare.

 

 

Gestire il “dopo black-out”                       

Una volta risolto il balck-out e riaccesa la luce, ci aspetta un ulteriore lavoro.

Dobbiamo innanzi tutto buttare via qualsiasi cibo presente nel frigorifero che sia stato esposto a temperature superiori a 4 ° C per 2 ore o più, o che ha un insolito odore, colore o struttura. In caso di dubbio, meglio buttare !
Non assaggiare il cibo o fare troppo affidamento su aspetto e odore per determinarne la bontà. Alcuni alimenti possono restare inalterati nell’aspetto e nell’odore, ma se sono stati a temperatura ambiente troppo a lungo, alcuni batteri che causano malattie di origine alimentare possono cominciare a moltiplicarsi rapidamente. Alcuni tipi di batteri producono tossine che non possono essere distrutte dalla cottura. Facciamo attenzione quindi alla salute ed un po’ meno al portafoglio !
Se il cibo nel congelatore è più freddo di 4 ° C e presenta dei cristalli di ghiaccio sulla superficie, in genere si può ricongelare.
Se non siete sicuri della temperatura, misuratela  con un termometro per alimenti. Buttate via tutti gli alimenti (carne, pollame, pesce e gli avanzi), che sono stati esposti a temperature superiori a 4 ° C per 2 ore o più. Sono quelli più sensibili al deterioramento. Meglio non rischiare.

Prima di riaccendere elettrodomestici ed apparecchi elettronici assicurarsi che la tensione sia quella giusta. Se effettuiamo questa operazione almeno un’ora dopo il ripristino della rete saremo certi di non subire danni o incorrere in malfunzionamenti.

La mancanza di elettricità serve a farci comprendere come la vita di tutti i giorni sia oramai basata in gran parte sulla disponibilità di energia e come può apparire difficile e complicato non poter illuminare una stanza semplicemente azionando un interruttore.  Cerchiamo di imparare a gestire questo disagio con un ritorno alle origini, riscoprendo nel contempo la gioia di stare insieme per affrontare serenamente queste (piccole) difficoltà.

 

Diego Cavalli  © 2012

Riproduzione Vietata

 

 

Ricetrasmettitore D-PMR digitale VHF/UHF

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IN ARRIVO !!  NOVITA’ 2013

Ricetrasmettitore digitale/analogico standard D-PMR  (Digital Private Mobile Radio), conformità CE,  direttiva  ETSI TS 102 658.  Può funzionare in entrambe le modalità rendendo possibile l’utilizzo di reti e ripetitori analogici  già installati.

Disponibile VHF  147-163 MHz  oppure UHF 400-470 MHz,  MIL standard MIL STD 810 C/D/E/F/G, protezione IP54,  modulo GPS opzionale,  potenza di uscita selezionabile 1W / 4W,  dimensioni ultra-compatte mm 135 x 80 x 40 (senza antenna).

Emergenza neve

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Con l’approssimarsi dell’inverno, anche normali fenomeni meterologici  come una bella nevicata potrebbero evolversi con effetti particolarmente insidiosi. Voi e la vostra famiglia siete preparati ad affrontarli? E’ il caso di farsi trovare preparati, senza dover necessariamente attendere che cominci a nevicare.

Le odierne previsioni meterologiche sono sufficientemente attendibili per consentire un buon margine di preallarme: perché aspettare ?


Ecco 10  utili consigli “invernali” che vi aiuteranno ad affrontare meglio i disagi che la bianca coltre inevitabilmente porta con se, soprattutto se abbondante in centimetri !

1. Disporre di sufficienti dotazioni di emergenza.  Tali dotazioni devono includere principalmente una buona scorta di viveri ( in particolare quelli che non hanno bisogno di essere cotti, in caso mancassero gas e luce),  diversi litri di acqua in bottiglia e succhi di frutta. I cibi freschi che generalmente sono conservati in frigorifero possono comunque essere acquistati: sicuramente non mancheranno occasioni di “refrigerazione” all’esterno anche in caso di assenza di elettricità. Meglio invece tralasciare i cibi surgelati: la temperatura esterna, in caso di forti nevicate, difficilmente scenderà di molto sotto lo zero e pertanto non si potrebbero conservare a lungo.

Preparate inoltre un piccola scorta di batterie di ricambio per torce elettriche, una radio portatile AM/FM per seguire gli aggiornamenti, telefono cellulare e…un piano operativo sulla gestione del luogo ove potreste essere costretti a trascorrere l’emergenza, generalmente casa propria. Questo piano dovrà essere un semplice vademecum per tutta la famiglia inerente la gestione delle scorte, dell’acqua, delle riserve di combustibile nel caso si disponga di riscaldamento a legna, gasolio o gas da serbatoio. Esso può comprendere, ad esempio, la quantità massima di legna da utilizzare per il riscaldamento giornaliero oppure un numero X di docce calde (sempre se l’acqua corrente non viene a mancare) magari riservandone un numero maggiore a quelle persone che sono incaricate dello sgombero della neve. Può essere redatto in qualsiasi momento ma è suggeribile aggiornarlo al momento della dichiarazione di emergenza vista l’estrema variabilità delle scorte, in particolare quelle di combustibile.

2. Durante una forte nevicata o nei momenti immediatamente successivi è meglio evitare ogni spostamento. Se proprio dovete usare la vostra auto, oltre che alle catene da neve (che avrete già controllato e provato a montare all’asciutto!!)  portate con voi un sacchetto con 2-3 Kg di sale grosso o ghiaino sistemato nel bagagliaio dell’automobile … vi aiuterà a migliorare il grip degli pneumatici e quindi la trazione in caso di grave difficoltà. Ottima anche la “pala tattica ripiegabile ad uso militare” o comunque un piccolo badile utile a rimuovere la neve: non dimentichiamo di tenere d’occhio l’altezza dello strato nevoso sul manto stradale: se dovesse arrivare a lambire il fondo dell’auto, la stessa potrebbe sollevarsi e gli pneumatici, sebbene muniti di catene, non farebbero più presa. L’uso della pala, facendo attenzione a non danneggiare serbatoio, freni o catalizzatore, può consentire di riportare il veicolo al giusto livello di marcia.


3. Portate con voi una scatola di forniture di emergenza nel bagagliaio della vostra auto, come ad esempio: coperte, acqua in bottiglia, kit di pronto soccorso, cavi di connessione per la batteria, qualche snack, giubbino rifrangente ed una buona torcia elettrica per segnalare la vostra presenza in caso di sosta forzata notturna.

4. Torniamo alla vostra abitazione: se possibile, portate tutti gli animali domestici in casa:  se è troppo freddo fuori per voi, è troppo freddo fuori anche per loro. Assicuratevi che abbiano acqua e cibo tra le vostre scorte.

5. Se per un qualsiasi motivo dovete uscire di casa, anche per pochi minuti, e le temperature sono molto basse o sta nevicando forte, vestitevi a strati isolanti caldi. In questo modo, se vi trovate a fare qualche lavoro come per esempio spalare neve, spaccare legna o aiutare qualche automobilista o un vicino in difficoltà, la vestizione a strati permette di spogliarvi quel tanto che basta per consentire di smaltire la sudorazione conservando buona parte del calore corporeo. In particolare occorre mantenere caldi i piedi, le mani e la testa.

6.Abituatevi a pre-trattare i vostri marciapiedi e passi carrai con miscele di sale o sostanze chimiche antighiaccio (glicole o cloruri)  prima che cominci a nevicare. Appena la neve comincia a cadere, effettuare ancora un trattamento. Questa azione è sufficiente a rallentare l’accumulo oltre che  impedire che il fondo possa ghiacciare rendendo il marciapiede sdruciolevole e pericoloso per i pedoni o per gli stessi spalatori.

 

 

7. Quando nevica, uscite a spalare ad intervalli regolari. Uscite per esempio ogni 2-3 ore a rimuovere lo strato di neve fresca. Questo intervallo può variare in funzione della quantità di neve caduta. Una buona regola è quella di non lasciare che si accumuli uno strato di neve troppo pesante e ingestibile nella rimozione. Se disponete di sistemi di rimozione meccanica (pale meccaniche o piccole turbine) assicuratevi di disporre di una buona scorta di carburante. Dal momento che gli interventi con questo genere di atrezzatura risulteranno più distanti nel tempo, ponete attenzione sulla corretta segnalazione dei percorsi da pulire per evitare di spalare, oltre alla neve, le vostre belle aiuole, staccionate, piccoli arbusti, lampioncini e mobili da giardino ! Si possono usare dei nastri colorati da stendere alla giusta altezza oppure delle canne di bambù o dei paletti preventivamente dipinti di rosso ed infissi nel terreno.

8. Collaborate ala gestione della mobilità e della sicurezza del vostro quartiere: quando avete finito con la vostra abitazione, date una mano a pulire intorno agli idranti , agli armadietti dell’illuminazione pubblica o telefonici e del gas in modo che le squadre di emergenza li possano facilmente trovare per accedervi rapidamente.

9. Se abitate in una casa che ha un tetto ‘fragile’ come una casa mobile o una roulotte ma anche un’abitazione con travature sottili o che ha già subìto dei danni dalla pioggia, dovete rimuovere periodicamente la neve dal tetto. Se la lasciate accumulare  si rischiano danni molto gravi, dalle infiltrazioni d’acqua al crollo di parte o di tutta la copertura.

Questa operazione dovrà comunque essere eseguita da personale esperto ed in sicurezza. Chiedete sempre consiglio ai Vigili del Fuoco.
10. Durante una nevicata le temperature non scendono mai oltre i 5-6° sotto zero. Successivamente però esse possono scendere anche di parecchi gradi contribuendo alla solidificazione del manto nevoso. Questo fenomeno, unitamanete all’accumulo di parecchi centrimetri di neve, è causa primaria dei black-out elettrici in quanto il sovraccarico di peso fa letteralmente spezzare le linee di alta tensione, già di per sé stesse composte da cavi molto grossi e pesanti. Altra causa importante è il sovraccarico elettrico delle linee, specialmente ove il riscaldamento funziona elettricamente e per un numero consistente di abitazioni con la conseguente domanda eccessiva di potenza. Il ripristino delle normali condizioni del servizio può richiedere da 24 ore fino ad alcuni giorni, dato il difficile ambiente operativo in cui si devono muovere le squadre di emergenza.

Parleremo di black-out elettrici in un prossimo articolo.

 

NOTA: per capire quanta neve è prevista, ci si può affidare alle previsioni pluviometriche.

A ciascun millimetro di pioggia corrisponde un centimetro di neve.

Se la precipitazione piovosa è quindi prevista per 20mm/giorno per mq, una buona quantità ma non pericolosa, la stessa corrisponderà a 20 cm di neve, non pericolosa ma particolarmente insidiosa per la viabilità.

 

Diego Cavalli  © 2012

Riproduzione Vietata

 

Proteggersi in caso di alluvione

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PROTEGGERSI IN CASO DI ALLUVIONE.

Queste informazioni potranno essere di aiuto in caso di fenomeni di allagamento importanti per i quali abbiamo il tempo di prepararci o quando le autorità hanno deciso per la nostra evacuazione e ci hanno informato della gravità della situazione.

E’ ovvio che, in caso di eventi improvvisi e quindi inattesi, l’unica regola da seguire è quella di mettersi in salvo lasciando il resto alla clemenza del maltempo.

Seguire queste semplici regole può tuttavia rendere più gestibile quel ritorno alla normalità che necessariamente farà seguito all’emergenza.

 

1. Mettere al sicuro gli oggetti di valore ed i documenti più importanti – sistemare in luogo sopraelevato, al piano superiore oppure sopra ad un tavolo, agli scaffali, sulle mensole, gli apparecchi elettrici ed il materiale leggero che potrebbe essere trasportato via dall’acqua. Staccate la corrente con l’interruttore generale (se è buio assicuratevi di avere una torcia) e tutte le prese degli elettrodomestici che non possono essere rimossi. Chiudere sempre il rubinetto centrale del gas e dell’acqua.

2. Proteggere l’arredamento in tessuto (poltrone,divani,tappeti, tendaggi ) spostandoli al piano superiore o comunque ponendoli in alto rispetto al pavimento, magari su dei blocchi di cemento o mattoni.. Questi materiali, se imbevuti d’acqua, oltre che rovinarsi diventano molto pesanti ed in caso di galleggiamento possono essere trascinati dalla corrente e creare ulteriori danni alle strutture.

3. Procuratevi una scorta di sacchetti di sabbia – possono essere acquistati oppure richiesti in comodato alle organizzazioni di Protezione Civile (riferirsi al Comune o Vigili del Fuoco) e vanno utilizzati per bloccare le porte dall’esterno, dall’esterno ma anche dall’interno per prevenirne lo sfondamento e per limitare per quanto possibile l’afflusso dell’acqua.

4. Proteggete le cose insostituibili. Oggetti di valore affettivo come foto, video ed altri ricordi dovranno essere imballati all’interno di buste di nylon sigillate (ottime quelle per i cibi surgelati)e sistemate ai piani alti e comunque in un luogo ove, seppure bagnati, non possano essere trascinati via dall’acqua (si possono legare alle ringhiere o inferiate). Prendete con voi il denaro contante, titoli di credito, documenti ed altri valori che in caso di allagamento non potranno in alcun modo essere reclamati. Se sono presenti altri oggetti di valore non trasportabili (opere d’arte, oggetti d’antiquariato) è utile sistemarli in luoghi sicuri ed avvisare quanto prima un referente delle forze dell’ordine per prevenire atti di sciacallaggio.

6. Preparate una lista di numeri telefonici utili:  centralino del Comune, protezione civile, ospedale, prefettura, parenti, amici o conoscenti che vi possano ospitare in caso di evecuazione. Tenete sempre con voi questa lista.

7. Confezionatevi un Kit di soccorso da zaino o borsa - con il necessario per una prima medicazione, i medicinali che dovete prendere ogni giorno, acqua potabile, una torcia elettrica con pile di ricambio ed almeno un cambio di vestiario ed una coperta per ciascun membro della famiglia in caso di evacuazione. Mettete nella borsa anche i documenti di identità del nucleo famigliare.

8. Tenetevi informati. Seguite con attenzione i notiziari che parlano della vostra zona, le previsioni meteo e gli avvisi diramati dai soccorritori. In caso di spostamento ai piani alti senza abbandonare la casa, portate con voi una radio a batterie per continuare a seguire tutti gli aggiornamenti e per conoscere in ogni momento la situazone dei soccorsi.

9. Evitare azioni azzardate. Se l’acqua ha già inondato campi e strade e vi trovate in un posto al sicuro, non mettetevi in viaggio e non cercate di raggiungere i soccorsi: saranno loro a venire da voi. Mantenete la calma e cercate di tranquillizzare i bambini.

10. Collaborate alla gestione dei soccorsi semplicemente seguendo le istruzioni che vi saranno date. Non siate esigenti ed insistenti nelle vostre richieste. Sicuramente non sarete gli unici alluvionati o sfollati. Siate tolleranti nei confronti di chi dovrà necessariamente condividere con voi le aree di raccolta, i dormitori,le mense ed i servizi igienici approntati per l’emergenza.

 

Diego Cavalli © 2012-2014

riproduzione vietata

 

 

Segnali di Soccorso

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Segnali di Soccorso.

Al di là di  quanta esperienza possieda un escursionista, l’imprevedibilità dell’ambiente in cui ci troviamo può trasformare una semplice gita di piacere in una lotta per la sopravvivenza. Un infortunio, improvvisi cambiamenti del tempo, l’incontro con un animale aggressivo o un errore di calcolo sulla direzione del percorso può evolversi in una situazione di emergenza.


E’ risaputo, per ogni esperto escursionista, che lasciare a qualcuno le opportune informazioni su dove si sta andando e quando si prevede di ritornare è una buona precauzione di sicurezza.

In caso di problemi,  qualcuno prima o poi finirà per venire a cercarvi. Sta a voi però assicurarvi che i soccorsi vi possano trovare. Foreste e fitte boscaglie, gole rocciose e terreno scosceso sono caratteristiche che possono rendere molto difficile l’individuazione di un escursionista solitario. Con la luce del giorno abbiamo sicuramente molte più possibilità di essere individuati, in particolare se i soccorsi dovessero arrivare con mezzi aerei. Ma con il sopraggiungere dell’oscurità tutto si complica ed ogni singola operazione, incluso il movimento, è resa più difficoltosa.

Più di un escursionista smarrito o bloccato è stato salvato per merito di un semplice strumento  tecnologico: una torcia elettrica.

Conoscere questo utile dispositivo e saperlo utilizzare al meglio può consentire ai soccorsi di arrivare in breve tempo e di evitare che una semplice situazione di pericolo possa trasformarsi in una grave emergenza.
FASE 1: Farsi vedere nell’oscurità.

Quando si tenta di segnalare la nostra posizione è importante che la luce della nostra torcia sia abbastanza potente per penetrare il buio per molti metri e che quindi si possa vedere dall’alto e da lontano. Per questo motivo, è preferibile portare con se una torcia a LED al posto di una tradizionale ad incandescenza. Le torce a LED forniscono infatti un potente fascio luminoso che può essere individuato da diversi chilometri di distanza.

Atteso che è molto importante restare sul posto e non girovagare mentre siete in attesa dei soccorsi, può essere utile  trovare un punto elevato o una radura da cui inviare il segnale per aumentare così le possibilità di essere individuati. Questa operazione può essere eseguita solo se si è illesi ed in buone condizioni fisiche. In alternativa, se possibile, cercare almeno di rimanere in posizione eretta.
FASE 2:  Il segnale di aiuto.

Spesso si è tentati di lasciare la luce accesa in ogni momento, soprattutto se si è soli e di notte.

Questo comportamento non aiuta certo ad economizzare le batterie.

E’ quindi opportuno utilizzare con parsimonia l’energia che ancora rimane nelle batterie  anche se si dispone di una torcia a LED di cui è noto il basso consumo. Non sappiamo quando saremo recuperati e potremo dover attendere anche per più di una notte. Cerchiamo quindi di conservare il massimo della carica delle batterie per il momento in cui avverrà il primo contatto con i soccorsi.


E’ preferibile inviare brevi lampi di luce orientando la torcia  nelle diverse direzioni per poi passare in stand-by ad intervalli prefissati ( nota: i lampi di luce si possono considerare  della durata di 1 sec. e gli intervalli di 2 sec. Un buon sistema per scandire il tempo in secondi è la pronuncia in successione dei numeri 1001,1002,1003 ecc… Ad ogni numero pronunciato corrisponde circa un secondo).. Tre lampi di luce separati da identico intervallo indicano in modo convenzionale che si ha bisogno di aiuto. Per coloro che hanno famigliarità con il codice Morse è possibile utilizzarlo per l’invio di segnali di soccorso, tipicamente l’S-O-S che si compone di tre lampi brevi, un intervallo, tre lampi lunghi, un intervallo ed altri tre lampi brevi.

Ovviamente ci si augura che il nostro corrispondente sia in grado di comprendere il codice Morse (in questo caso si potrebbero anche trasmettere ulteriori informazioni)  ma è altresì vero che nella codifica dell’ S-O-S si fa comunque riferimento alla serie di tre lampi di luce.

FASE 3: Attendere i soccorsi.

Una volta che i soccorritori ci hanno individuato, si può essere tentati di raggiungerli. Questo, oltre che essere un grave errore, ci può far perdere tempo prezioso. L’ultima cosa che ci possiamo augurare è quella di riuscire a segnalare in modo corretto la nostra posizione  per poi non farsi trovare all’arrivo dei soccorsi. Da considerare inoltre che, vagando nel buio, aumentiamo le probabilità che ci accada qualche altro incidente.

Meglio quindi mantenere la calma ed aspettare che siano i soccorritori a venire da noi.

Continuiamo semmai la segnalazione con la torcia in modo regolare per guidarli verso la nostra posizione.

Se avete quindi intenzione di dedicarvi ad escursioni fuori dai sentieri battuti o in qualche luogo impervio, ricordate che il vostro kit di sopravvivenza di base dovrebbe comprendere un sistema di segnalazione di aiuto: una buona torcia a LED e, per i più esperti, un apparecchio ricetrasmittente del quale potrete leggere alcune note nella sezione dedicata.

 

E buon divertimento a tutti !

 

 

Diego Cavalli © 2012

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